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Nella scuola non c’è mai crisi
Scritto da Enrico in Il mio odore il 24 gennaio, 2009
Questa mattina gli argomenti nelle solite segreterie erano due:
1) foto del viaggio a Parigi con racconto dettagliato.
2) reazione degli animali ai botti di fine anno
Ho finito le parole.
Riscaldamento: nelle scuole non c’è crisi, paghiamo noi!
Scritto da Enrico in Il mio odore, Politicamente Scorretto il 29 dicembre, 2008
Come forse è noto la pubblica burocrazia amministrazione costa troppo, per cui molte scuole si sono dovute accorpare per far scendere il numero di persone impiegate in segreteria.
Ad In Ancona, zona abbastanza centrale, una scuola era collegata alla “consociata” attraverso un ponte laser realizzato nel 2003 da una azienda che ora non c’è più.
Questo ponte “Made in Ungheria” non ha mai funzionato benissimo ma in questi ultimi giorni ha proprio smesso di vivere.
Ora, essendo le due sedi in visibilità, abbiamo approntato un collegamento wi.fi di emergenza per far condividere le risorse, ma non è questo il punto.
Questa mattina sono entrato in entrambe le sedi, una di tre piani ed una di quattro piani e, senza studenti ormai da giorni, ho notato come ogni metro cubo d’aria fosse davvero ben riscaldato.
Ragazzi, in una sede c’era solo una bidella, nell’altra un paio di bidelle con due tre persone in segreteria e, piuttosto che riscaldare il locali strettamente necessari, hanno riscaldato tutti e due gli stabili, salendo sul tetto dell’edificio con 4 piani completamente vuoto ho pensato a Shining.
Pensandoci bene, anche a Natale ed il giorno successivo doveva essere tutto bello caldo…
Ma quante migliaia di metri cubi riscaldiamo a uffa? Ma quanto ci costa tutto questo gas?
Ma Babbo Natale, piuttosto che lasciare regali dove non servono, non potrebbe passare a chiudere i rubinetti del gas per farci un regalo a tutti?
Ci vorrebbe la crisi
Scritto da Enrico in Il mio odore, Politicamente Scorretto il 18 dicembre, 2008
Premessa: ho visto il nuovo tema di wordpress “inferno” e questa è davvero la giornata giusta…
Oggi sono andato a fare un intervento in una scuola superiore.
Beh, contrariamente al settore privato, qui la situazione è di rilassamento totale!
E’ già festa, gli studenti suonavano ogni genere di strumento a volume esagerato (e fino a qui nulla di male) ma i professori?
In giro, a far nulla.
Entro e chiedo della persona che mi doveva assistere e doveva avere i dati di configurazione del router: nessuno sa nulla, non c’è un IP corretto, non c’è una password da qualche parte.
Chiedo se c’è una mappa di indirizzi IP. Niente!
Il rack (con 5-6 switch da 24 porte ed il 20% delle porte usate) sta in sala professori e lì mi trovo a lavorare dalle 10:00 alle 14:00 circa.
Due ore perse dietro ad improbabili telefonate a vecchi tecnici che potevano sapere password e altri dati.
Niente, serve solo un reset generale che mi comporta altre due ore per ripristinare la situazione.
Intanto dietro di me i professori parlano per ore intere del posto migliore dove andare a sciare quest’inverno, un argomento davvero edificante mentre io sono lì per lavorare e pagare i loro stipendi.
Arabba? No, meglio Moena. No, meglio ancora Canazei!
A questi argomenti sono molto sensibile, mi si incapponisce la pelle tipo Ken Shiro ma trovo la forza per non arrabbiarmi mentre continuo a lavorare e a sudare perché la configurazione non mi torna e non funziona proprio tutto e subito.
Loro intanto parlano di quella baita dove sono stati una volta, di quel rifugio che tutti conoscono dove si beve dell’ottima grappa.
Un chiacchiericcio davvero invidiabile…
Bella la vita eh? A voi si che della crisi non vi frega un cazzo. Voi la parola crisi non sapete neanche cosa significa!
Altre persone tornano a casa dalla propria famiglia incerti sul futuro dei propri figli e questi qua proprio nulla.
Se avessi avuto un “santino” di Brunetta l’avrei tirato fuori e come l’esorcista con la croce gli avrei gridato in faccia “licenziamento, per voi serve solo il licenziamento”!
Perché la crisi non c’è mai dove ce ne sarebbe davvero bisogno?

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