Archivi tag: Marcello Lippi

Questo calcio indecentemente italiano

A casa, giustamente e senza rammarico.

La spedizione è affondata dopo soli tre colpi, senza appello alcuno, giusto la piccola soddisfazione di non veder festeggiare sul carro dei vincitori il grande canuto, anche lui con la barca…

Tra tutti i problemi che ci sono al mondo di certo non è un giusto motivo rammaricarsi per la nazionale che rimedia una figura di merda planetaria passando in brevissimo tempo dalle stelle alle stalle, però almeno un po’ di onore cercando di spendere tutto quanto possibile ed invece…neanche quello!

Gli scarafaggi, quando fuggono, hanno più dignità!

A pensarci bene quanto successo alla nazionale di calcio è esattamente quello che accade in Italia: ti capita di vincere (anche con molta fortuna), ti senti un Dio, ti adagi oltre il dovuto, vieni ricoperto “inaspettatamente” dalla merda e ti chiedi anche il perché…

Siamo una nazione senza attributi, abbiamo delle squadre (l’Inter in primis, ahimè) che pesca quasi esclusivamente all’estero impoverendo di conseguenza il vivaio indigeno, abbiamo nel DNA la predisposizione a non credere in noi stessi.

“Io mi prendo tutte le responsabilità”, rimarcato costantemente ad ogni domanda, è esattamente quanto una persona con i coglioni non dovrebbe dichiarare: si alza bandiera bianca in modo tale da evitare ogni tipo di dibattito costruttivo dopo quanto accaduto.

Lippi come Domenech, stessa presunzione, stessa fine.

Caro Marcello, io non sono uno dei tuoi 60 milioni di colleghi per cui non starò qui ad indicarti cosa hai sbagliato o che modulo tattico avresti dovuto adottare, ma almeno confessa che nel 2006 hai avuto un culo rotto, ammetti che Donadoni alla fine aveva messo in piedi una squadra migliore della tua, facci sapere quanto gufavi durante l’europeo del 2008 con tutti i tuoi “amici” all’interno della federazione e ammetti in termini anche scurrili che hai fatto una colossale figura di merda.

Ora però, fammi un favore, cazza la randa e al timone della tua barca veleggia verso quel paese che se guardi bene verso prua, proprio tanto distante non è…