Ognuno è solo sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole, ed è subito sera.
Sabato mattina, ore 4:00, squilla la sveglia.
Ci si alza per andare a fotografare l’alba a Portonovo.
Siamo in tre, quasi i “soliti” tre, puntuali alle 5 in riva al mare assieme ad un paio di canoisti e un apneista che ci guardano un po’ stupiti: loro più avvezzi al posto con pagaia e fucile, noi un po’ più allogeni con fotocamere e cavalletti.
Per arrivare allo scoglio della Vela c’è da camminare un po’, ma la sensazione è ottima e l’assetto perfetto per i “coccoli” di Portonovo.
Arriviamo in fronte al nobile sasso al momento giusto, il mare è calmo e limpidissimo, la temperatura è buona e vien voglia quasi di un bagno.
Iniziamo a scattare, ma io con parsimonia visti i 25Mb di RAW…
Intanto il sole sorge e colora di arancione la nostra rarissima alba ma il Photoshop ci mette un po’ del suo nel rendere l’atmosfera ancora più intensa.
In riva al mare mi muovo sugli scogli alla ricerca del punto migliore quando noto che i piccoli granchi nati ultimamente stanno fuori dall’acqua a guardare l’alba con lo stesso nostro stupore: non siamo soli, abbiamo un sacco di amici che però al mio passaggio si tuffano repentinamente in acqua.
La sensazione è quella di pace, di tranquillità, l’impressione che ogni giorno che non ci alziamo presto ci perdiamo inevitabilmente qualcosa per sempre.
Di ritorno facciamo colazione a Camerano al bar dei “simpaticoni”, l’unico aperto a quell’ora.
Abbiamo fame e ci sembra mezzogiorno invece sono solo le 7.
No, amico mio, non portarmi a casa, tanto lì dormono tutti mentre io voglio sfruttare la situazione, lasciami in mezzo ad un campo, tornerò a casa a piedi, stanco e sudato ma soddisfatto.
Ero piccolino e frequentavo le elementari alla Ex Imperia di Camerano.
Mi ricordo che uno di quei primi anni ’80, proprio in piazza partiva il giro d’Italia: erano gli anni di Saronni, di Moser, di Greg LeMond, forse meno EPO e più sport vero.
Noi ci aggiravamo in piazza da soli, tranquilli tra tutti i ciclisti colorati e le auto degli sponsor piene di adesivi.
Questa mattina pensando al Giro d’Italia che passerà dietro casa mia, ecco, mi è venuto in mente questo momento.
Non sono stato mai fan degli autografi e credo fossi tra i pochi che non avevano un foglio di carta…anzi, lo avevo ma rimase bianco!
Sapete quale era per noi piccoletti il gadget più ricercato? La fascia per la testa di Irge, ve lo ricordate lo slogan?
Irge il pigiama, lo mette chi si ama…