Riscaldamento: nelle scuole non c’è crisi, paghiamo noi!

Come forse è noto la pubblica burocrazia amministrazione costa troppo, per cui molte scuole si sono dovute accorpare per far scendere il numero di persone impiegate in segreteria.

Ad In Ancona, zona abbastanza centrale, una scuola era collegata alla “consociata” attraverso un ponte laser realizzato nel 2003 da una azienda che ora non c’è più.

Questo ponte “Made in Ungheria” non ha mai funzionato benissimo ma in questi ultimi giorni ha proprio smesso di vivere.

Ora, essendo le due sedi in visibilità, abbiamo approntato un collegamento wi.fi di emergenza per far condividere le risorse, ma non è questo il punto.

Questa mattina sono entrato in entrambe le sedi, una di tre piani ed una di quattro piani e, senza studenti ormai da giorni, ho notato come ogni metro cubo d’aria fosse davvero ben riscaldato.

Ragazzi, in una sede c’era solo una bidella, nell’altra un paio di bidelle con due tre persone in segreteria e, piuttosto che riscaldare il locali strettamente necessari, hanno riscaldato tutti e due gli stabili, salendo sul tetto dell’edificio con 4 piani completamente vuoto ho pensato a Shining.

Pensandoci bene, anche a Natale ed il giorno successivo doveva essere tutto bello caldo…

Ma quante migliaia di metri cubi riscaldiamo a uffa? Ma quanto ci costa tutto questo gas?

Ma Babbo Natale, piuttosto che lasciare regali dove non servono, non potrebbe passare a chiudere i rubinetti del gas per farci un regalo a tutti?

2 thoughts on “Riscaldamento: nelle scuole non c’è crisi, paghiamo noi!

  1. Non solo, quante volte siamo entrati in edifici pubblici (non ultimi gli ospedali), in inverno, e abbiamo visto finestre più o meno aperte perché all’interno l’aria era troppo calda? Forse… TROPPE???

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