Mary G

Mary G. è un grampo che il 18 giugno 2005 è entrata nel porto di Ancona seguendo la madre in evidente stato di disorientamento, ne avevano parlato le TV ed i giornali di tutta Italia.

Anche io ero andato al porto di Ancona per vederla: mi ricordo come se fosse ieri, girava con la mamma facendo capolino qua e là per prendere fiato tra lo stupore delle numerose persone sulle barche e alcune altre sulla banchina.

Alla fine, dopo aver valutato la condizione precaria, decisero dopo qualche giorno di catturarlo per fornire qualche cura e provare soprattutto a farlo sopravvivere.

Anche quel giorno ero lì, ho anche qualche foto dei soccorritori con le mute stagne che provavano con difficoltà a restringere il “campo” ai delfini per poi prenderli.

La madre morì dopo poco mentre Mary G, dopo essere stata curata dalla Fondazione Cetacea di Riccione, si trova oggi al parco Oltremare della stessa città.

Questa storia ci pone di fronte al solito interrogativo, meglio l’animale in libertà e forse morto dopo poco tempo o l’animale in gabbia a fare il giullare ma vivo?

Posto che non amo gli uccellini in gabbia, i pesci nell’acquario, gli animali in genere in luoghi poco consoni alle loro necessità, questo caso mi lascia proprio senza parole.

Un delfino che ha perso il branco, un mammifero attaccato alla madre morente, può ritrovare il suo posto in natura o è meglio fargli fare i salti nel delfinario?

Un delfino in un delfinario può stare bene e vivere felice?

D’accordo con i comunisti.

Cosa mi sta succedendo?

Questa sera sono uscito dal lavoro alle 20:15 circa e come al solito su Radio 24 trasmettono il programma la Zanzara di Giuseppe Cruciani.

Dall’inizio del tragitto fino alla fine ho ascoltato con un certo interesse il dibattito con Marco Rizzo e nella quasi totalità delle argomentazioni mi sono trovato in completa sintonia.

Si parlava di lobby, di poteri forti, di un po’ di giustizia sociale, di poltrone attaccate al culo, di mammona, insomma, argomenti scomodi che vengono quasi sempre driblati laddove se ne dovrebbe parlare un pochino.

Il segno dei tempi che cambiano? Non lo so ma sempre di più mi chiedo per chi cazzo stiamo lavorando, anche se la risposta purtroppo credo di conoscerla e non è di certo per noi stessi nè per i nostri figli.

Barcellona-Inter, forza ragazzi!!!

Ormai sono molti anni che non guardo più una partita di calcio, colpa di questo mondo bastardo che allo sport vero contrappone un mare di merda.

Inter, squadra del cuore, squadra che non ho mai visto vincere qualcosa di più di poca roba, squadra che negli anni 60 eri la migliore del mondo, squadra di giocatori presi non si sa dove ed uniti dall’amore dei soldi del petroliere, squadra capace fino a ieri solo di vincere un derby raramente, beh…cara INTER, questa volta siamo alla resa dei conti!

FORZA RAGAZZI, CORAGGIO!

A Barcellona stanno buttando benzina sul fuoco, i giornali sono impazziti, le dichiarazioni dei giocatori sono quantomai ardite, è l’occasione buona per fargli il culo!

Domani sera farò una eccezione al “voto di castità”, oltre ai mondiali ed agli europei mi concederò la visione di questa partita!

Dai, cazzo, dopo 37 anni mi merito una finale di coppa dei campioni e magari anche una vittoria!

Due rette

Trovandomi a commentare una foto su Flickr dove l’autore si domandava se due rette si sarebbero mai incontrate, beh, ho risposto che almeno all’infinito mi piace pensare che si incontreranno.

Questa è un’ossessione che ho sempre avuto, immaginando due binari di una ferrovia pur infinita, possibile che non ci possa mai essere una congiunzione? Non so, un errore nanometrico del progettista che all’infinito porta questi due benedetti binari ad incontrarsi (e magari a scontrarsi).

Meglio un sano scontro che non incontrarsi mai, questo di sicuro! La perfezione, all’infinito, non esiste, lo dice la legge dei grandi numeri ;-)

Quanti parallelismi possiamo fare da queste due rette/binari che forse si incontreranno all’infinito? Beh, tantissimi!

Cosa sono le rette? Strade? Locali? Percorsi di vita? Gruppi di amici? Orari? Passioni?

Cosa è l’infinito? L’aldilà? La reincarnazione? La via lattea?  Una cosa che non esiste? Domani? Tra un anno?

Insomma, i dubbi sono molti, ma le aspettative…beh, quelle per fortuna non costano nulla e rimangono sempre ampie.

Le aspettative scaldano il cuore, fanno sorridere e ungono bene gli ingranaggi del nostro cervello!

I sentimenti, seppur platonici, ci innalzano un po’ da questo appiattimento.