Non so come poter descrivere una foto così, io ve la propongo e basta, fermatevi solo un attimo a pensare.
Grazie Presveva
Non so come poter descrivere una foto così, io ve la propongo e basta, fermatevi solo un attimo a pensare.
Grazie Presveva
il contrasto col tizio sullo sfondo, la sua eleganza, l’agiatezza. Lui passeggia sereno sul pavimento scintillante di un aeroporto per chissà quale incontro d’affari mentre a i suoi piedi una giovane donna ritrova la sua vita dopo essere stata in guerra.
è un romanzo ‘sta foto, si potrebbe andare avanti sul senso di liberazione della donna, la posizione delle gambe, sulla parità dei sessi, sull’amore materno e tanto altro. ripeto, è un romanzo.
ho pensato a questo video, gli ultimi secondi…
http://www.youtube.com/watch?v=dASrcgK6ayU
e speriamo che la mamma possa buttare l’uniforme in un cassonetto ed iniziare un lavoro normale..
Quando l’ho vista, da papà, non ho potuto non pensare a quel soldato italiano morto non so dove (afganistan o iraq) che era partito con il suo bimbo di 2 mesi… che non saprà mai cosa vuol dire non avere il papà.
Quella volta mi sono veramente chiesto come possa un padre partire volontario per una guerra dalla quale saprà che potrà non tornare… non tornare per lui, suo figlio.
Non oso immaginare quanto possano essere amplificati questi sentimenti per una madre!
Piccolo errore nella scrittura “…che non saprà mai cosa vuol dire avere un papà…”