Miracolo a Sant’Anna

In questi giorni, come è intuibile dal basso numero di post, sono molto impegnato tra casa e lavoro.

Tempo per scrivere considerazioni interessanti zero.

C’è però una cosa che mi ha sempre attratto più della nutella, il revisionismo storico.

Ho sempre pensato che un revisionismo storico oggettivo, super partes e non fazioso, debba essere un obbligo morale di ogni nazione che vuole fare i conti con il proprio passato, ma come si sa qui siamo in Italia per cui diventa tutto più difficile.

L’Italia è stata profondamente lacerata dalla guerra civile occorsa durante la seconda guerra mondiale ed oggi per molte persone parlare di revisionismo storico equivale a bestemmiare.

Il caso nasce dal film Miracolo a Sant’Anna del regista Spike Lee il quale, nonostante le mia scarsa cultura cinematografica, non credo possa essere considerato un professionista al soldo di Bush o Berlusconi.

Questo film (che non ho ancora visto) racconta del massacro avvenuto in un piccolo paese della Versilia, Sant’Anna di Stazzema: per la storiografia ufficiale si trattò di un atto terroristico, di un’azione premeditata e curata in ogni minimo dettaglio per distruggere il paese e sterminare la popolazione rompendo così ogni collegamento fra la popolazione civile e le formazioni partigiane.

La trama del film, invece, induce lo spettatore a meditare su una versione un po’ diversa, ci sarebbero dei partigiani che tradiscono e la strage sarebbe opera di una rappresaglia nazifascista.

Questo piccolo discostamento è bastato per suscitare l’ira della ANPI che in diversi comunicati ha aspramente criticato il film.

Un grande equilibrio invece lo devo riconoscere al Presidente della Repubblica Napolitano che dichiara: “Non vedo spazio per polemiche in questa ricostruzione”.

Ma questo non è tutto. Spike Lee si addentra in esternazioni quantomeno inattese:

“Il fatto che film come questo possano suscitare polemiche, aprire discussioni è positivo: partendo dal bellissimo romanzo di James McBride abbiamo cercato di fornire un’ipotesi intorno ad una vicenda storica realmente avvenuta: il massacro di 560 innocenti per mano dei nazisti a Sant’Anna di Stazzema il 12 agosto 1944″.

e poi continua:

“Ci sono tante questioni ancora aperte e questo è uno fra i capitoli della storia italiana ancora irrisolti. Durante la seconda guerra mondiale i partigiani italiani, così come quelli francesi, non erano sempre ben visti dai rispettivi connazionali perché dopo le loro azioni si rifugiavano fra i monti, lasciando i civili in balia di eventuali rappresaglie da parte dei nazisti”.

In buona sostanza “i partigiani sparavano e scappavano”, lasciando la popolazione esposta alle rappresaglie.

Insomma, c’è abbastanza benzina per appiccare un incendio di vaste proporzioni, ma non è finita qui.

Giampaolo Pansa in un dibattito a Radio 24 sul film di Spike Lee dice: “L’ANPI non conta niente, e’ solo una piccola setta politica nata da una scissione delle associazioni di partigiani. Oggi e’ una setta di fanatici che vedendo sparire per motivi anagrafici molti associati ha aperto le iscrizioni ai giovani e sono entrati molti no global’.

Ora, io non ho mai creduto alla veridicità storica dei film, soprattutto di quelli americani anche perché a quest’ora penserei che gli americani sbarcarono veramente sulla luna ed invece… ;-)

In realtà il mio post su questo film non vuole riabilitare nessuno ma è solo il pretesto per constatare come in Italia è effettivamente difficile parlare del nostro passato in maniera oggettiva, senza essere condizionati da rancori profondi.

Giusto per fare un esempio personale posso citare che in passato più di una volta mi è capitato di sentire delle persone parlare del famigerato bombardamento di Ancona da parte di aerei nazisti che provocò migliaia di morti, peccato che in realtà il bombardamento fu opera degli alleati…lasciatemi almeno questo piccolo contributo da “revisionista”.

Prima di chiudere vorrei offrire un’ultimo spunto: girando su un blog che frequento abitualmente, mi ritrovo un articolo veramente sconvolgente su questo caso, leggo delle puntualizzazioni inaspettate che mi lasciano davvero di stucco!

E’ giusto e sottoscrivo quanto dice il mio omonimo Enrico in questo post, la vera atrocità è la guerra, due uomini che si puntano un’arma addosso per uccidere!

2 thoughts on “Miracolo a Sant’Anna

  1. la guerra è sempre sporca
    i partigiani non sono esenti da colpe
    alla fine chi perde è l’essere umano
    a torto o a ragione perde sempre

  2. Ciao.

    Trovo francamente piuttosto curioso che si parli di “revisionismo storico” per un libro, e conseguentemente, un film che narrano semplicememente una storia e solo marginalmente toccano l’eccidio di Sant’Anna.

    Ancora piu’ curioso, invece, l’aver sistematicamente evitato di considerare la storia dei personaggi che questo libro hanno invece ispirato e che sono veramente esistiti, come il Capo partigiano “Peppi” che altro non e’ che il Comandante partigiano “Pippo” al secolo Manrico Ducceschi. Nel libro, oltretutto, si spiega assai bene che la vicenda e’ ambientata a Barga, zona di azione di questo Comandante che, se si legge la sua biografia, fu probabilmente proprio vittima di un “tradimento” anche se niente aveva a che fare con l’eccidio. Insomma, si prende spunto da una storia per parlare di un’altra, come spesso accade nei romanzi. Nessun revisionismo, solo una commovente storia che offre anche molti spunti di riflessione per coloro, e non sono certo le Istituzioni non essendo schierato politicamente, che non hanno mai dimenticato questo leggendario Comandnate.

    Laura
    http://www.manricoducceschi.it

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.