La mia ricetta per l’Alitalia

Domani si “celebra” l’ennesimo sciopero dell’Alitalia.

Io, fossi un giornalista, questa notizia non la darei per niente, è una noia mortale.

L’Alitalia, la compagnia di bandiera della quale oggi tutti ci vergognamo, si trova nella merda fino al collo come la maggior parte delle aziende di stato di un tempo.

Io ce l’ho una ricetta per risolvere questo problema: liquidiamo l’azienda, facciamola chiudere. Con tutti i soldi che ricaveremo dalla vendita degli aerei che ormai sono buoni solo come pezzi di ricambio, magari Prodi potrà trovare un secondo tesoretto con il quale raccontarci un po’ di storielline.

In un attimo chiuderemmo il becco a piloti, hostess e controllori di volo superpagati.

Caleremo un po’ di tessere ai sindacati che al mercato del lavoro in Italia hanno fatto più male che bene.

Avremo meno uscite di stato per tamponare le perdite e pagare manager che a nulla sono serviti.

Molti passeggeri in più viaggerebbero in orario e molti di meno rischierebbero di rimanere giorni non preventivati negli aeroporti a migliaia di chilometri da casa.

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