FINALMENTE! Dopo la preghiera di ieri, Eolo mi ha accontentato.
Oggi è stata veramente una giornata degna della migliore uscita in barca a vela che potessi immaginare.
Usciamo io (prodiere) e Filippo (il professore, timoniere) ovviamente con l’ormai noto Flying Junior.
Oggi tira vento, forse moderato, forse teso. L’istruttore Marco ci chiama le prime virate e tutto va abbastanza bene.
Poi arriva la prima strambata e giù…scuffia!
Ohhhh, da qui iniziamo il corso…quello vero
Con un po’ di difficoltà riusciamo a rimettere l’opera viva al suo posto e ripartiamo. Io vado al timone e Roberto sostituisce temporaneamente Filippo.
Vira a sinistra, vira a dritta, bodobom, un’altra scuffia della quale mi sento il colpevole numero uno!
Aiutato da Roberto che fa valere tutti i suoi 47-48 chili
ci rimettiamo in sesto e…fffffffff…risentiamo di nuovo il vento di bolina che suona decisamente bene, talmente bene che a Roberto, non un novizio della barca a vela, esce di bocca un “soccia” che significa tutto!
Finalmente mi rendo conto di cosa significhi andare a vela con queste condizioni, andare a vela non può essere considerata sempre una passeggiata. Timonando capisco cosa significa cazzare o lascare la randa, orzare o poggiare, oppure cosa significa andare di poppa o di bolina stretta. Ho capito che se cerchi l’angolo morto con 5 nodi di vento ti fermi, quando i nodi sono 15 il boma sbatte come un dannato!
Alla fine torno al porto di Numana stanco ma soddisfatto, mi guardo attorno e mi accorgo che la soddisfazione non è solo mia.
Nonostante Marco sia un po’ burbero (come tutti gli uomini di mare che ho conosciuto) è anche lui contento che ci siamo divertiti.
Ci siamo conosciuti, abbiamo fatto gruppo, ci siamo aiutati!
Semplicemente stupendo, una esperienza che auguro a tutti di fare, peccato che sia finita!
