Elezioni amministrative a Camerano

Io non riesco proprio a pensare di andare a votare o meglio non riesco a pensare di recarmi alle urne per dare un voto sensato a qualcuno del quale mi fido ad occhi chiusi.

A Camerano ci sono due liste dai programmi sovrapponibili.

Tutti vogliono incentivare le aziende, i commercianti, il centro storico.

Tutti vogliono incentivare il turismo delle grotte e quello termale.

Tutti vogliono tutelare i più deboli.

Tutti vogliono riparare strade, costruire marciapiedi e coprire buche.

Tutti ci tengono all’istruzione, ai giovani, allo sport.

Alcuni (quelli che sanno usare il computer) ti aggiungono su facebook non perché interessati a cosa hai da dire tu ma perché interessati a farti sapere quello che vogliono loro, insomma interessati ad acquisire con un click nuovi ascoltatori del loro broadcast.

Tutti sono belli, bravi e buoni ma chissà perché…non mi fido!

La massima del momento

Proprio a voler ricercare un aforisma interessante e significativo per questo momento (la guerra in Libia, la presunta uccisione di Osama Bin Laden, il Pakistan che non si capisce da che parte stia, l’intervento ormai perenne in Afghanistan etc…)  mi viene questa massima di Arthur Ponsonby:

When war is declared, truth is the first casualty

che in Italiano sarebbe

Quando si dichiara una guerra la prima vittima è la verità

A pensarci bene un attimino effettuerei questa piccola variazione migliorativa:

Quando si vince una guerra la prima seconda vittima è la verità dei vinti, che pure esiste!

Unità d’Italia, aiutatemi a capire…

Devo ammettere tutta la mia confusione mentale.

Da sempre ho avuto un sentimento davvero nazionalista ed europeista mentre attorno a me c’era quasi solamente la sinistra ed i suoi adepti che professavano anche loro una certa europa…quella socialista.

Poi è caduto il muro e sono diventato grande. Nel contempo ho avuto alcune esperienze personali con persone residenti a 4-500 km da me (italianissime eh…) ed ho iniziato a pensare che i bei sogni potevano veramente rimanere tali.

Confrontandomi con altri conoscenti di latitudini simili alle mie ho notato come le esperienze, almeno per la maggior parte di loro, non erano così diverse da quelle da me trascorse.

Oggi la situazione è davvero cambiata ed i bei sogni sono diventati cruda realtà…marcia.

Abbiamo l’Europa, quella cagata di Europa basata sulla moneta unica, le banche, la politica che non conta un cazzo, l’incapacità di quelli che magari nel loro paese erano pur capaci.

La destra (o quello che ne rimane) da sempre filo-nazionalista, si collega alla Lega federalista quando non divisionista.

Il capo del governo ormai “ad honorem” non mi sembra che abbia proprio una grande considerazione dello stato.

A sinistra sono tutti per il tricolore, l’inno nazionale che fino a 15 anni fa era simbilo di “fascisti/nazisti” oggi ha definitivamente sostituito l’Internazionale.

Le numerose mafie sono rimaste lì (dove sono quasi sempre state) ed oggi sono per molti una vera assicurazione sulla vita.

Insomma, anche a pensarci bene, quali sentimenti e quali considerazioni muovono l’italiano quando espone questa bandiera sulle finestre di casa?

Quale può essere nel 2011 l’orgoglio di essere italiano? Non possiamo continuare a prendere in prestito gli antenati, i “Leonardo”, i “Dante”, i “Michelangelo”.

Aiutatemi a comprendere perché io non ci sto capendo più un cazzo!

“Cosa è l’ONU” di Sergio Romano

“L’ONU è una società per azioni voluta da Roosevelt in cui azionisti di maggioranza decidono cosa si deve fare.
Non la santificherei l’ONU, non è una cattedra universale di giustizia e di rettitudine, è semplicemente l’organismo internazionale di cui si servono i maggiori azionisti quando sono d’accordo, perché poi quando non sono d’accordo l’ONU è paralizzata e già questo mi pare serve in qualche modo a definirla”.

Sergio Romano

Ecco, lo sottoscrivo!

Ascolta il Podacast (52:35)