Archivio maggio 2010

Amarcord – Il Giro d’Italia a Camerano

Ero piccolino e frequentavo le elementari alla Ex Imperia di Camerano.

Mi ricordo che uno di quei primi anni ’80, proprio in piazza partiva il giro d’Italia: erano gli anni di Saronni, di Moser, di Greg LeMond, forse meno EPO e più sport vero.

Noi ci aggiravamo in piazza da soli, tranquilli tra tutti i ciclisti colorati e le auto degli sponsor piene di adesivi.

Questa mattina pensando al Giro d’Italia che passerà dietro casa mia, ecco, mi è venuto in mente questo momento.

Non sono stato mai fan degli autografi e credo fossi tra i pochi che non avevano un foglio di carta…anzi, lo avevo ma rimase bianco!

Sapete quale era per noi piccoletti il gadget più ricercato? La fascia per la testa di Irge, ve lo ricordate lo slogan?

Irge il pigiama, lo mette chi si ama…

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Mary G

Mary G. è un grampo che il 18 giugno 2005 è entrata nel porto di Ancona seguendo la madre in evidente stato di disorientamento, ne avevano parlato le TV ed i giornali di tutta Italia.

Anche io ero andato al porto di Ancona per vederla: mi ricordo come se fosse ieri, girava con la mamma facendo capolino qua e là per prendere fiato tra lo stupore delle numerose persone sulle barche e alcune altre sulla banchina.

Alla fine, dopo aver valutato la condizione precaria, decisero dopo qualche giorno di catturarlo per fornire qualche cura e provare soprattutto a farlo sopravvivere.

Anche quel giorno ero lì, ho anche qualche foto dei soccorritori con le mute stagne che provavano con difficoltà a restringere il “campo” ai delfini per poi prenderli.

La madre morì dopo poco mentre Mary G, dopo essere stata curata dalla Fondazione Cetacea di Riccione, si trova oggi al parco Oltremare della stessa città.

Questa storia ci pone di fronte al solito interrogativo, meglio l’animale in libertà e forse morto dopo poco tempo o l’animale in gabbia a fare il giullare ma vivo?

Posto che non amo gli uccellini in gabbia, i pesci nell’acquario, gli animali in genere in luoghi poco consoni alle loro necessità, questo caso mi lascia proprio senza parole.

Un delfino che ha perso il branco, un mammifero attaccato alla madre morente, può ritrovare il suo posto in natura o è meglio fargli fare i salti nel delfinario?

Un delfino in un delfinario può stare bene e vivere felice?

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D’accordo con i comunisti.

Cosa mi sta succedendo?

Questa sera sono uscito dal lavoro alle 20:15 circa e come al solito su Radio 24 trasmettono il programma la Zanzara di Giuseppe Cruciani.

Dall’inizio del tragitto fino alla fine ho ascoltato con un certo interesse il dibattito con Marco Rizzo e nella quasi totalità delle argomentazioni mi sono trovato in completa sintonia.

Si parlava di lobby, di poteri forti, di un po’ di giustizia sociale, di poltrone attaccate al culo, di mammona, insomma, argomenti scomodi che vengono quasi sempre driblati laddove se ne dovrebbe parlare un pochino.

Il segno dei tempi che cambiano? Non lo so ma sempre di più mi chiedo per chi cazzo stiamo lavorando, anche se la risposta purtroppo credo di conoscerla e non è di certo per noi stessi nè per i nostri figli.

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Il tramonto del Cinque Maggio

Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull’eterne pagine
cadde la stanca man!

Oh quante volte, al tacito
morir d’un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l’assalse il sovvenir!

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