Zerina OpenVPN su IPCop 1.4.21

Il Proxy/Firewall IPCop è arrivato alla versione 1.4.21.

Se si installa l’ultima versione 0.9.5b di Zerina, l’add-on per l’utilizzo di OpenVPN, al momento dell’installazione otterremo un errore in quanto lo script di installazione va alla ricerca di IPCop 1.4.18.

In realtà tutto funziona benissimo anche con la versione 1.4.21 (provato personalmente) basta solo editare il file di installazione “install” e modificare la riga 46 da

if [ ! "`echo $IPCOPVERSION | grep "1.4.18"`" ] ; then

in

if [ ! "`echo $IPCOPVERSION | grep "1.4.21"`" ] ; then

Miracolo a Sant’Anna

In questi giorni, come è intuibile dal basso numero di post, sono molto impegnato tra casa e lavoro.

Tempo per scrivere considerazioni interessanti zero.

C’è però una cosa che mi ha sempre attratto più della nutella, il revisionismo storico.

Ho sempre pensato che un revisionismo storico oggettivo, super partes e non fazioso, debba essere un obbligo morale di ogni nazione che vuole fare i conti con il proprio passato, ma come si sa qui siamo in Italia per cui diventa tutto più difficile.

L’Italia è stata profondamente lacerata dalla guerra civile occorsa durante la seconda guerra mondiale ed oggi per molte persone parlare di revisionismo storico equivale a bestemmiare.

Il caso nasce dal film Miracolo a Sant’Anna del regista Spike Lee il quale, nonostante le mia scarsa cultura cinematografica, non credo possa essere considerato un professionista al soldo di Bush o Berlusconi.

Questo film (che non ho ancora visto) racconta del massacro avvenuto in un piccolo paese della Versilia, Sant’Anna di Stazzema: per la storiografia ufficiale si trattò di un atto terroristico, di un’azione premeditata e curata in ogni minimo dettaglio per distruggere il paese e sterminare la popolazione rompendo così ogni collegamento fra la popolazione civile e le formazioni partigiane.

La trama del film, invece, induce lo spettatore a meditare su una versione un po’ diversa, ci sarebbero dei partigiani che tradiscono e la strage sarebbe opera di una rappresaglia nazifascista.

Questo piccolo discostamento è bastato per suscitare l’ira della ANPI che in diversi comunicati ha aspramente criticato il film.

Un grande equilibrio invece lo devo riconoscere al Presidente della Repubblica Napolitano che dichiara: “Non vedo spazio per polemiche in questa ricostruzione”.

Ma questo non è tutto. Spike Lee si addentra in esternazioni quantomeno inattese:

“Il fatto che film come questo possano suscitare polemiche, aprire discussioni è positivo: partendo dal bellissimo romanzo di James McBride abbiamo cercato di fornire un’ipotesi intorno ad una vicenda storica realmente avvenuta: il massacro di 560 innocenti per mano dei nazisti a Sant’Anna di Stazzema il 12 agosto 1944″.

e poi continua:

“Ci sono tante questioni ancora aperte e questo è uno fra i capitoli della storia italiana ancora irrisolti. Durante la seconda guerra mondiale i partigiani italiani, così come quelli francesi, non erano sempre ben visti dai rispettivi connazionali perché dopo le loro azioni si rifugiavano fra i monti, lasciando i civili in balia di eventuali rappresaglie da parte dei nazisti”.

In buona sostanza “i partigiani sparavano e scappavano”, lasciando la popolazione esposta alle rappresaglie.

Insomma, c’è abbastanza benzina per appiccare un incendio di vaste proporzioni, ma non è finita qui.

Giampaolo Pansa in un dibattito a Radio 24 sul film di Spike Lee dice: “L’ANPI non conta niente, e’ solo una piccola setta politica nata da una scissione delle associazioni di partigiani. Oggi e’ una setta di fanatici che vedendo sparire per motivi anagrafici molti associati ha aperto le iscrizioni ai giovani e sono entrati molti no global’.

Ora, io non ho mai creduto alla veridicità storica dei film, soprattutto di quelli americani anche perché a quest’ora penserei che gli americani sbarcarono veramente sulla luna ed invece… ;-)

In realtà il mio post su questo film non vuole riabilitare nessuno ma è solo il pretesto per constatare come in Italia è effettivamente difficile parlare del nostro passato in maniera oggettiva, senza essere condizionati da rancori profondi.

Giusto per fare un esempio personale posso citare che in passato più di una volta mi è capitato di sentire delle persone parlare del famigerato bombardamento di Ancona da parte di aerei nazisti che provocò migliaia di morti, peccato che in realtà il bombardamento fu opera degli alleati…lasciatemi almeno questo piccolo contributo da “revisionista”.

Prima di chiudere vorrei offrire un’ultimo spunto: girando su un blog che frequento abitualmente, mi ritrovo un articolo veramente sconvolgente su questo caso, leggo delle puntualizzazioni inaspettate che mi lasciano davvero di stucco!

E’ giusto e sottoscrivo quanto dice il mio omonimo Enrico in questo post, la vera atrocità è la guerra, due uomini che si puntano un’arma addosso per uccidere!

Cerco hacker

Cerco urgentemente un bravo hacker per un penetration test verso una grande azienda italiana.

Il lavoro di Ethical Hacking è ovviamente stato richiesto dall’azienda e sarà correttamente retribuito.

Le fasi del test si possono riassumere nei seguenti punti:

Prima fase: Raccolta informazioni pubbliche

Durante questa fase l’Hacking Team provvederà a raccogliere  quante  più informazioni pubbliche possibile, mediante ricerche  su  database  on-line (RIPE, Nic, …), dns, ping e traceroute.

Seconda fase: Port Scan

Durante questa fase l’Hacking Team provvederà ad effettuare un port  scan sugli  host  oggetto  del  test al  fine  di  raccogliere  quante   più informazioni possibili  sui  servizi  che  tali  host  offrono  agli  utenti Internet, mediante utilizzo di programmi ad hoc (quali ad esempio nmap, nessus etc…).

Terza fase: Analisi automatica delle Vulnerabilità

Durante questa fase l’Hacking Team configurerà ed attiverà dei tool  atti a ricercare tutte  le  vulnerabilità  conosciute  sugli  host  oggetto  del Probing  al  fine  di  testare  la  possibilità  di  eventuali  intrusioni sfruttando bugs presenti sui sistemi.

Quarta fase: Tentativo di intrusione

Durante questa fase l’Hacking Team, sulla base dei risultati ottenuti dalle prime tre fasi, tenterà di introdursi sui sistemi oggetto del Probing  al fine di simulare le azioni di un hacker, mediante l’utilizzo  di  strumenti  e tecniche pubbliche e proprietarie.

E’ richiesta una relazione finale.

Sei sei uno bravo, ma bravo bravo e magari hai anche un breve curriculum, chiamami subito, entro 2-3 giorni.

Enrico 329……….time is over!

Te la darei io l’Italia

Ci credo che questi due non erano preoccupati, loro sanno bene che in Italia la si fa franca facilmente, al massimo si rischia una multa o poco più.

E allora? Dove è il problema? Se hai i miliardi non hai di che preoccuparti.

In realtà servirebbe un’altra cosetta, servirebbe l’accusa di tentato omicidio e per cui l’arresto, come succede in altri paesi, più evoluti rispetto al nostro.

In questo modo gli toglieremmo di dosso quell’aplomb inglese del quale tutti parlano.

Batteria batteria…

Dunque, dopo decine di pagine lette sul tema e dopo aver maturato l’idea assolutamente personale che tutte le batterie si possono recuperare eccetto quelle con gli elementi rotti, vi metto al corrente della situazione.

Innanzitutto una premessa: la fissa di recuperare batterie non è solo mia ma ho notato un vasto numero di colleghi che hanno dedicato a questo tema del tempo e delle risorse.

La mia è una batteria al Pb (piombo) che è molto comune nelle autovetture.

Togliendo il “coperchio” degli elementi, ho notato che il livello del liquido era un po’ basso, non copriva gli elementi stessi ed ho pertanto rabboccato con acqua distillata fino a coprirli.

Va aggiunta l’acqua distillata perché l’elettrolita è una mix di acido solforico e acqua distillata ma alle nostre temperature l’acido solforico non evapora, mentre l’acqua si.

Poi, pensando che fosse semplice trovarlo, ho cercato un amico che avesse un caricabatteria ma questa ricerca non è stata assolutamente semplice.

Alla fine ho trovato un caricabatteria Telwin veramente vecchio ma ancora funzionante.

Ho iniziato una carica lenta per diverse ore ma l’amperometro non funzionava bene per cui dopo circa 20 ore ho staccato.

La batteria è tornata in carica ma misurando la tensione con un tester ho notato che tendeva a scendere di qualche millivolt ogni minuto.

Si carica ma non tiene.

Ho eseguito poi una carica più intensa di quattro ore e la batteria si è di nuovo ricaricata ma con lo stesso problema, scarica automatica di qualche millivolt ogni minuto.

Non so quale sia il problema, ma posso provare ad indovinare: credo che l’acqua evaporata dagli elementi e la conseguente ossidazione delle piastre rimaste scoperte nella parte superiore possa essere stato un problema. La parte inferiore delle piastre, invece, si è trovata a lavorare in un liquido fortemente più acido del normale con possibilità di danneggiamento delle piastre stesse.

Inoltre c’è il problema della solfatazione ed in effetti la mia auto era ferma da circa 7-8 giorni.

La solfatazione delle piastre è un fenomeno chimico che avviene quando la batteria viene scaricata; in pratica si forma del solfato di piombo sulle piastre e procedendo nel processo di scarica aumenta la quantità di solfato sulle piastre fino a diventare uno strato biancastro di solfato di piombo.

Procedendo ancora con la scarica si arriva ad interrompere completamente l’attività elettrochimica nella batteria stessa.

Non potendo resistere ancora con la macchina ferma alla fine ho girato e girato alla riceca di una batteria nuova.

La Fiat vuole 148 Euro per una batteria originale, ma appena il ladro venditore mi ha detto il prezzo mi sono girato e mi sono messo a ridere.

Ho trovato al Cityper le batterie dell’Arexons che, oltre a fare i profumi e prodotti detergenti per auto, ho scoperto che fanno anche altro

Il prezzo è 1/3 di quella propostami dal rivenditore Fiat.

Per avere un costo paragonabile dovrebbe durare 1/3 di quella originale (4 anni) ma credo che la durata possa essere anche superiore visto che ha 5AH in più.

Su ebay ho acquistato per 70 euro spedizioni incluse il caricabatteria Tecmate Optimate 4 che promette cicli di carica particolari da permettere a volte anche la desolfatazione della batteria.

Su dei siti ho letto di chi ha resuscitato batterie date per perse, anche se un elettrauto mi ha detto che sono tutte cazzate.

Staremo a vedere se sarà luce o buio!