Iomega REV 35Gb SCSI e Ubuntu 8.04 Server

Ho installato un server di posta su un vecchio PC dotato di Iomega REV 35Gb SCSI.

La distribuzione che ho usato è Ubuntu 8.04 Server.

Sul server girava Windows 2003 Server e non so come era configurato il dispositivo (ho notato che aveva una sorta di boot manager con Caldera…) ma Ubuntu mi ha visto il dispositivo come:

/dev/scd0 /media/cdrom0 udf,iso9660 user,noauto,exec,utf8 0 0

A questo punto ho provato a montare il dispositivo in lettura/scrittura senza successo, solo read-only.

C’è bisogno di una piccola modifica alla configurazione.

Ho aperto il file /etc/fstab, commentato con # la riga /dev/scd0 e aggiunto la seguente riga:

/dev/scd0 /media/rev ext3 noauto,defaults 0   0

Per facilità di associazione mentale ho creato la directory che contraddistingue il mount point con il seguente comando:

mkdir /media/rev

Poi ho fatto un bel fdisk su /dev/scd0 ed ho creato una partizione unica con ext3.

A questo punto mi è bastato dare un bel

mkfs.ext3 /dev/scd0

e poi

mount /media/rev

Ecco a voi un ottimo supporto per il backup da 35Gb, facilmente ruotabile e semplicemente configurabile.

authvchkpw non è più supportato da Courier authlib

Stavo installando l’ennesimo mail server, quando decido di scaricare le nuove e fiammanti Courier Authentication Library 0.60.6.

Scarico, configuro, installo, apparentemente tutto ok, ma il server IMAP non ne vuol sapere di funzionare.

“authdaemond: libauthvchkpw.so: cannot open shared object file: No such file or directory”

Vado alla ricerca del file, possibile che non me lo abbia installato?

Su un vecchio server lo trovo nella directory predefinita, su questo nulla.

Ok, cerchiamo di capire…

> cd courier-authlib-0.60.6
> grep vchkpw *

Trovo Mr Sam che scrive

0.60.4

2008-05-08  Mr. Sam  <sam@email-scan.com>

* Makefile: Drop the unmaintained authvchkpw module.

Miii….che gusto!

Bill Shupp, uno che di sistemi di posta elettronica ne capisce, scrive:

“Interesting, Sam ignored my last bugfix that I sent him afaik. And vpopmail always seemed like an annoyance, even though Inter7 hosted all the courier stuff for years, and was an early proponent of courier-imap. Maybe it’s time to move on.”

Mi sa che tocca buttarsi su Dovecot.

Il Palinuro al porto di Ancona

Domenica sono riuscito a prendere i classici due piccioni con una fava: una bella uscita in moto con Laura ed un po’ di fotografie che non guastano mai.

Se solo ci fosse stato un po’ più di sole…

Vabbè, veniamo al lato culturale scopiazzato qua e là.

CENNI EPICI

Secondo la tradizione mitica evocata dal poeta Virgilio nell’Eneide, Palinuro era il timoniere della nave di Enea.
Durante il viaggio verso l’Italia il Dio del mare Nettuno concesse al popolo troiano una sicura navigazione solo a patto che uno di essi venisse sacrificato.
A pagare per la salvezza di tutti fu Palinuro. Da Enea sempre amato e stimato per la sua dedizione, la sua fedeltà e la grande perizia marinaresca. Nettuno mandò Morfeo, il Dio del Sonno, il quale cercò di persuadere Palinuro a lasciargli il timone. Non riuscendo a convincere Palinuro, Morfeo lo addormentò bagnandolo con le acque del Leté, il fiume infernale.
Palinuro assopitosi, venne gettato dal Dio del Sonno in mare e, quando approdò estenuato sulla costa Lucana, fu ucciso dagli indigeni che lo scambiarono per un mostro marino.
Il suo cadavere rimase insepolto.
Sceso all’Averno, Enea incontrò l’ombra del suo timoniere che gli chiese rituale sepoltura.
Le stesse popolazioni indigene che lo avevano ucciso, costrette da prodigi divini, ricercarono e trovarono il cadavere, lo seppellirono ed eressero in suo onore un tempio sul promontorio poi chiamato Capo Palinuro.

LA STORIA

Il veliero Palinuro fu varato nel 1934 nei Cantieri Navali di Nantes in Francia, con il nome di “Commandant Louis Richard” e svolse la sua attività principalmente navigando tra la Francia e il Nord America fino al 1950, quando fu messo in vendita e acquistato dalla Marina Militare Italiana. Revisionato nell’Arsenale di La Spezia con lavori che ne cambiarono totalmente la fisionomia, il Palinuro si trasformò in nave scuola. Entrato in servizio il 16 luglio 1955, da allora la nave è stata impiegata per l’addestramento degli Allievi Sottufficiali.
Dal 1995, il Palinuro ha effettuato innumerevoli Campagne Addestrative a favore degli Allievi Sottufficiali delle Scuole CEMM, toccando principalmente porti italiani, spagnoli, francesi, greci e del Nord Africa. Il motto della Nave è “Faventibus Ventis“, segno augurale di venti favorevoli che accompagnino la nave ed il suo equipaggio nell’adempimento del sacro dovere.

ED ORA…LA CONSUETA FOTO

Nave scuola Palinuro