Vi presento la cicciosa!

Quando è nata, Matilde, come tutti i neonati, aveva la pelle un po’ macerata; nove mesi in acqua non sono pochi…

Nonostante la vernice caseosa avesse fatto il suo lavoro, non potevo non notare come la pelle delle mani degli altri bambini, dopo uno o due giorni, guadagnasse subito vigore mentre la sua rimaneva ancora segnata dalle pieghe.

Lei era piccolina, è nata paperina! :-)

Servirono diversi giorni per arrivare alla “normalità”!

Oggi è tutto cambiato, lei per me non è più Matilde, bensì la “cicciosa”!

Ognuno di noi ha un soprannome, un vezzeggiativo per le persone care: per me lei è la cicciosa!

Panza a buoni livelli, pieghe sulle coscette ciccie, due guance dure dure come l’acciaio!

Ciao cicciosa, tra qualche ora, tornando dall’ufficio, ti rivedrò ed a quel punto potremo fare tutti i voletti che ti piacciono tanto!

Matilde

Matilde

Il pensiero di Alfredino

La tragedia di questi giorni mi ha profondamente colpito perché da tre mesi sono un babbo felice, perché è una coincidenza troppo grossa per essere considerata casuale, perché la morte di un bambino non può che lasciare esterrefatti.

Questo caso mi ha riportato alla mente un fatto analogo che aveva scosso la mia infanzia.

Nel 1981 avevo 8 anni ed Alfredo Rampi detto Alfredino era un bambino di solo due anni più piccolo.

Ad 8 anni non si è adulti, ma di certo si è grandi abbastanza per comprendere l’importanza di un fatto così grave.

Alfredino cadde in un pozzo artesiano di Vermicino molto profondo ma la tragedia non si concluse in poco tempo.

Mi ricordo che in tv non si parlava di altro, fu una diretta interminabile, probabilmente la prima diretta così lunga fatta dalla RAI, spesso a reti unificate.

Molte persone provarono a dare il loro aiuto, vigili del fuoco, cittadini comuni, una ridda di voci e comunicati alternava notizie buone ad altre preoccupanti.

La comprensione di cosa stava accadendo unita all’impossibilità di fare qualsiasi cosa fu terribile.

Purtroppo, alla fine, non ci fu nulla da fare.

Non ho mai rimosso il pensiero di Alfredino ed in questi giorni non ho potuto che ripensare con tristezza a quanto accaduto.

Il cavillo che non ti aspetti

Stupore!

E’ l’unica emozione che riesco a provare quando leggo notizie del genere.

Dopo un po’ lo stupore si tramuta in incredulità.

Attraverso una interpretazione di un regio decreto del 1938 detenere un PC può significare dover pagare il canone RAI.

Personalmente non credo che ci sia bisogno di una modifica della legge, penso che ci sia solo bisogno dell’abrogazione del canone RAI.

Ieri per puro caso mi trovavo davanti alla televisione, ho intravisto i primi minuti del festival di Sanremo, in prima fila stimolato da Chiambretti sedeva Del Noce, a fianco la sgambata Parietti, a fianco Giletti…

Non sono riuscito a resistere, due dita in gola e non ci ho pensato più!

“Click”, spento il televisore: meglio i sorrisi di Matilde!

Nemici di Maria, fuori Simonetta!

Ok, scopriamo le carte, operazione trasparenza questa sera.

Io vedo Amici, anche se di “amicizia” in questo programma non se ne vede proprio.

L’eliminazione di Simonetta è un vero scandalo, innanzitutto perché era la mia preferita e poi perché conferma il fatto che più sei rissoso e più vai avanti, questione invece che in vero “talent show” non dovrebbe neanche figurare.

Uno scandalo!

I professori che sempre più spesso prendono delle legnate sui denti dagli studenti, a volte a torto ma altre volta a ragione, si permettono di eliminare volutamente una ragazza carina, educata e non da ultimo intonata che per la prima volta stava risalendo la “pseudo-classifica” sulla quale avrei molto da ridire.

Cioè, vergognatevi!

Alla fine fanno spendere soldi all’italiano medio con il televoto (da me non li avranno mai) ed alla fine non fanno vedere neanche la classifica.

Indegno!

Poi, sto televoto, sti tabulati li vorrei proprio vedere di persona, mi sa che è il solito brodetto all’italiana…

Io ci vorrei parlare proprio con quell’autore tutto abbronzato…

Questo programma rappresenta sempre di più l’Italia, piuttosto che andare avanti, ci si ferma a litigare e, come spesso accade, il litigio è tutt’altro che costruttivo. Si perdono di vista gli obiettivi veri, quelli per i quali si dovrebbe essere chiamati in causa ed invece…

Non c’è niente da fare, in televisione tira di più un programma dove si spala merda che una trasmissione seria, ma questo è il solito discorso più volte ripetuto e che tutti sanno.