Ubuntu, Censure e Fontana di Trevi


E’ uscita la versione 7.10 di Ubuntu, aggiornate senza pietà, magari aspettate qualche giorno che si liberino un po’ i server!

Dico no alle censure, ma questo mi sembra il vizietto di ogni governo!

Il futurismo mi ha sempre impressionato positivamente, dico “si” al gesto goliardico di non si sa chi…

«Dare forza alla lotta contro gli scialacquamenti del regime, il precariato, l’usura, il mercimonio della bellezza, la falsità della legge, la provvisorietà della vita dei lavoratori, l’incertezza del domani e per la libertà dei popoli»

“Scialacquamenti” non c’è nel dizionario installato con Firefox, aggiungo questa parola importantissima. C’è qualcuno che non è d’accordo?

«Una macchia di colore vi tumulerà»

Magari, lo sperano in tanti!

«Noi precari, disoccupati, anziani, malati, studenti, lavoratori, stiamo arrivando con il vermiglio per colorare il vostro grigiore»

Boh, continuo a non vederci niente di male, solo pura goliardia.

«Ancora la festa del Cinema viene sintetizzata in 15 milioni di euro scialacquati, 2,5 milioni di euro solo per pagare il conto degli alberghi, e la chiamano festa»

Sono cari questi alberghi…

«Quattro cortigiane, una vecchia gallinaccia e un puffo – è scritto nel volantino – questo è il Cinema di Roma»

La “vecchia gallinaccia” vale da solo l’oscar alla satira!

  1. #1 di Gian Marco il 20 ottobre, 2007 - 15:40

    Mah, a me due punti del manifesto del futurismo non sono mai andati giù:
    9) Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore del liberatori, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
    10) Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.

    Glorificare la guerra? Disprezzo della donna? Distruggere le biblioteche?

    La guerra è il contrario dell’igiene del mondo: i parassiti e i codardi si imboscano, gli onesti, i miti, gli eroi ci muoiono in guerra. I pochi che si salvano sono chiamati “reduci” e vengono messi da parte, in un angolo, affinché non rompano le palle.
    Ogni guerra ammezza eroi e gente perbene, e isola i pochi di loro che si salvano.

    Disprezzare le donne è un atto di demenza allo stato puro, il vuoto pneumatico al posto dei neuroni in una scatola cranica utile solo come supporto per posarci sopra il cappello.

    La distruzione delle biblioteche per far progredire la sapienza umana è una idiozia troppo grossa. Per dirla alla ligure, è come tagliarsi il belino per fare dispetto alla moglie.

    Per fortuna (della fontana) chi ha colorato un po’ di acqua di rosso non era futurista, ma solo un precario.
    In ogni caso baratterei tutte le fontane di Roma in cambio di una classe politica con la statura morale di un bamboccione precario.

  2. #2 di Enrico il 20 ottobre, 2007 - 15:51

    Ovviamente quelli erano punti di un movimento di altri tempi che non sono per forza da condividere.
    Le realtà del passato, anche solo di 50-60 anni fa, sono ormai troppo vecchie per poter essere ripresentate.
    Se però mi potessi immedesimare in una persona del tempo, con tutti i vantaggi e svantaggi del caso, probabilmente ne sarei rimasto attratto.

  3. #3 di Gian Marco il 20 ottobre, 2007 - 17:00

    Enrico, 70 anni fa erano altri tempi: un tizio si affacciava da un balcone di Piazza Venezia e tutti applaudivano. Molti erano attratti. Oggi comunemente si disprezza i molti. Se si potesse ignorare tutti i lutti e i morti causati da quei discorsi, in sé, le frasi di quel tizio, dette in quel modo, oggi fanno pure ridere. Una caricatura.
    Il Futurismo lo vedo come genitore e figlio di quell’epoca, soprattutto a causa di quei due punti appena citati.
    Però penso di capire cosa vuoi dire, probabilmente anche io avrei trovato interessante quel movimento se fossi vissuto all’inizio del secolo scorso.
    Credo anche che tra settanta anni anche noi verremo disprezzati per aver tollerato, e magari sostenuto, cose che adesso ci sembrano normali imposizioni.
    Mi fa paura un mondo capace di produrre ciclicamente mostri del genere,
    Temo quello che ci “attrae” oggi e quello che ci verrà propinato domani.

  4. #4 di Enrico il 20 ottobre, 2007 - 19:02

    Certo, condivido, ma piuttosto che aver paura penso che sia una evoluzione “fisiologica”.

  5. #5 di Gian Marco il 20 ottobre, 2007 - 20:53

    La parola Evoluzione, nell’accezione contemporanea, presuppone un miglioramento….
    Spero che sia come dici tu. :)

(non verrà pubblicata)


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