Che il Garante per la Privacy non abbia una azienda e non si renda conto cosa può fare oggi un dipendente non controllato è cosa nota.
Se poi questo è un dipendente pubblico…addio!
Che in Italia legiferano in materia IT persone che probabilmente un computer non l’hanno mai acceso è sotto gli occhi di tutti.
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In un momento come questo, dove il dilemma di ogni giorno è come trovare i soldi, dove trovare i fondi etc…non posso non chiedermi quanti soldi servono per un parere del genere. Poi non parliamo di San Remo e Pippo Baudo…
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Con questo parere il Garante ha scoperto definitivamente come fare l’acqua calda.
Mi sembra che si cerca di riproporre il gioco tutto italiano a “non capirci”.
La morale è questa: io (datore di lavoro) so che tu (dipendente) ti fai abbondantemente i cazzi tuoi, però piuttosto che contestarti il comportamento scorretto non posso fare altro che impedirti l’accesso, giocare di rimessa, attappare i buchi!
Quand’è che in Italia riusciremo una volta per tutte ad affrontare un problema seriamente?
In sostanza il datore di lavoro non può spiare la posta elettronica del dipendente nè controllare sulla cronologia del browser i siti visti perchè in questo modo si capirebbe la natura del cazzeggio e questo, agli occhi di sua eccellenza il Garante, non è bene.
Ora, è pur vero che spiare non è mai una cosa bella (non a caso “chi fa la spia non è figlio di Maria”), ma il dipendente che si fa abbondantemente i cazzi suoi per ore e ore mentre l’azienda gli da il computer, la posta elettronica, il collegamento ad internet ed inoltre a fine mese…lo paga? Questo è giusto?
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Inoltre, come ci si deve comportare quando per diverse ragioni, ci si trova davanti al PC a quattro mani, si fa doppio click per ricercare su Google la parola “preventivo” e dopo aver digitato la lettera “p” viene fuori la frase “pompini perfetti”? Mi è successo questo sul notebook personale di una preside…non lo volevo dire ma alla fine l’ho detto, speriamo che non legga il mio blog!
Quella è di certo una grande preside!
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L’unica possibilità per il datore di lavoro è l’installazione di un Proxy o di un Firewall che, correttamente configurati, impediranno l’accesso a siti o contenuti non consentiti!
Bel guadagno!

PS: in maniera del tutto casuale sono venuto a conoscenza di IPCop, una distribuzione ovviamente Linux che si preoccupa di realizzare al meglio il servizio di firewall e di proxy.
Mi sembra di poter affermare che è basata su Slackware e di questo sono contento.
Si installa in un attimo ed è subito pronta! Da provare!

#1 di Tommytnt il 7 marzo, 2007 - 1:24
Ho letto anche io oggi di questa grande alzata d’ingegno.
Io ho anche preparato un regolamento che spiega cosa è consentito e cosa non è consentito fare con il pc e la rete aziendale. Spero con questo di poter incutere un pò di paura ai miei utonti!
P.S.: Giovedì a Chiaravalle suonano Io e i Gomma Gommas.
Ciao!